08 agosto 2005

lungaggine mensile (pt. III)

quando ero piccolo, le vacanze non erano mai una sorpresa. i miei, gente semplice che a roma c'è stata una sola volta, per il viaggio di nozze, tornavano al paese, e io e mia sorella con loro. erano gli anni in cui torino si svuotava completamente il giorno dopo in cui chiudeva la fiat e anche noi partivamo allora, alla faccia delle partenze intelligenti, che furono inventate solo qualche anno più tardi. si viaggiava di notte, che era più fresco, e io passavo il giorno prima a disegnare su un foglio il percorso che ci attendeva, sempre lo stesso: villanova, piacenza, reggio emilia, bologna, ancona, pescara, termoli e infine poggio imperiale. mentre si viaggiava, io cancellavo man mano le città che superavamo. bologna era il grande spauracchio: lì c'era sempre traffico, a qualunque ora si partisse. ecco, in quel tempo bologna per me era solo una grande fila di auto, immobili sull'asfalto. tutti lì, aspettando di vedere il mare. l'emilia romagna è lunghissima, da piacenza a riccione, e mio padre mi sembrava un personaggio epico nel suo riuscire a guidare per 900 km di fila, a bordo di una 127, di una ritmo o di una tipo (poi tradì e si comprò una focus, ma questa è un'altra storia).

a questo pensavo mentre percorrevo per la quarta volta in dieci giorni l'autostrada da torino a pesaro. pensavo alla coop estense, al monumento dedicato alla ferrari nei pressi di modena, ai mucchi di vetro tritato accatastati poco lontani dalla sede stradale, allo stabilimento della barilla. tutto è rimasto uguale, anche adesso che con i miei in puglia non vado più e non cancello più i nomi di città con il pennarello. tutto uguale, se non fosse che ho 27 anni, che queste sono le prime ferie da simil-lavoratore e che si esauriscono qui, in due torino-pesaro andata e ritorno. che sto per fare l'ultimo passo verso il mondo adulto, che è tutto diverso. che adesso quando ho bisogno di sentire l'aria del gargano mi basta una sola pagina di fumetto. che ho un po' paura.

e che una volta non bestemmiavo quando mi ritrovavo bloccato sul raccordo di bologna.

11 Comments:

Anonymous boss said...

Le bestemmie le scrivevi direttamente sul foglio?

22:18  
Blogger Enver said...

mamma che lungo sto post, non si regge proprio. scusa ma passo un'altra volta

22:50  
Anonymous emauff said...

che emozione: per la lunghezza... perché mi ricordano i miei viaggi in maggiolone germaniasiciliaepapà quandoarriviamo e per quella cosa da grande che fa un pò paura...in bocca al lupo :-)

09:22  
Anonymous catpower said...

ormai sei un uomo. è giunto il momento che tu sappia delle cose. hai presente quelle storie sulle groupies?

12:34  
Anonymous sabrina said...

cos'è stand by me?ricordo di un'estate?
in ogni caso avete perso!
hihihi

12:37  
Anonymous tom said...

io bestemmiavo anche da piccolo a bologna...

17:35  
Blogger delio said...

bello il fumetto di paz. ma tanto lo sappiamo che a te piace solo per la parte successiva, quella in cui si vede il pelo.

04:31  
Anonymous Anonimo said...

anco a mi, Delio.

:)


Ang/Speraben

13:11  
Blogger enzop said...

@ boss: no, ché mia mamma controllava.

@ enver: perdonami se puoi.

@ emaufff: grazie ;)

@ catpauer: no, no. dimmi.

@ sabrina: perso con onore, però!

@ tom: eh, l'ho sempre detto che sei un enfant prodige.

@ delio: c'è in atto una chiara campagna diffamatoria nei miei confronti, vedo. ma da te non me l'aspettavo, questo colpo basso.

@ ang: ;)

13:06  
Anonymous pep said...

porcamiseria un post vintage! ma vUoi farmi commuovere? no perchè per la cronaca io ne scrivo un sacco di vecchie storie vintage sulla mia famiglia. ma questo te non puoi saperlo perchè non mi leggi,però fidati. ecco.

01:02  
Blogger enzop said...

ma non è vero che non ti leggo! sono un lettore silenzioso, semmai...

09:22  

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